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Ultimo aggiornamento
31 Agosto 2008

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Quando il gatto ha la gastroenterite

   Il gatto non è vispo come al solito. Ha mal di pancia, una forte sonnolenza e la febbre molto alta. Sono sintomi preoccupanti e bisogna immediatamente correre ai ripari, rivolgendosi al veterinario di fiducia. Con questi sintomi si manifesta la gastroenterite virale, una malattia che colpisce soprattutto i gatti giovani, specie quelli randagi. Ma anche il micio che sta sempre in casa è a rischio. Responsabile della gastroenterite è un virus che si trasmette, quando un gatto sano sta a contatto con un micio ammalato oppure con l'ambiente che quest'ultimo ha infettato. Non bisogna pensare che se si tiene l'animale non contrarrà il malanno. Più facilmente di quanto si creda, nella strada dove camminiamo vi possono essere i germi responsabili della malattia, e camminando li portiamo in casa con le scarpe.
   Anche se il gatto colpito da gastroenterite è guarito, può continuare a contagiare altri esemplari : il virus è in grado di sopravvivere in un ambiente per più di un anno. Perciò è fondamentale pulire con accuratezza pavimenti, cuccia, giochi e tutto quanto il gatto ammalato può aver infettato, specie se per casa circolano altri animali. Particolare attenzione occorre se si ha in casa una gatta incinta. L'infezione può essere trasmessa ai feti e la micia rischia un'interruzione di gravidanza. Se, invece,i gattini si ammalano poco prima di nascere o appena nati, può essere colpito il cervelletto che non si sviluppa con la crescita.
   I segni di questo grave disturbo si notano intorno al primo mese di vita: i mici non controllano il movimento, tremano e barcollano quando camminano. Dopo pochi giorni di incubazione del virus, il gatto non ha più appetito, la temperatura, accompagnata da vomito e diarrea, è elevata. Senza indugi bisogna recarsi dal veterinario, perché il decorso della malattia è molto rapido e porta a disidratazione. Mentre il gatto adulto è più forte e resiste meglio all'infezione, i più piccoli corrono un serio pericolo.
   Esiste un modo molto semplice per accertare la disidratazione. Basta dare un pizzico molto leggero al mantello del micio: la pelle non si ridistende in modo elastico, ma resta sollevata e si riabbassa pian piano. Le cure devono essere rapide e servono soprattutto per reintegrare le sostanze perse. Si fanno delle flebo un vena, a volte con soluzioni a base di glucosio per nutrire l'animale. Se è il caso vengono prescritti anche antibiotici. Si tratta di farmaci utili per combattere le infezioni batteriche che possono colpire l'organismo molto indebolito. Il vaccini è l'unico ed efficace rimedio contro questa malattia. E' costituito da un siero trivalente che protegge il gatto anche da altre infezioni. Nei piccoli va fatto intorno ai due mesi di vita e ripetuto dopo trenta giorni . Dopo, è indispensabile provvedere al richiamo ogni dodici mesi. I gatti adulti vanno invece vaccinati una volta all'anno, mentre è opportuno non sottoporre alla vaccinazione le gatte in stato interessante. Se il micio guarisce non può avere ricadute: sarà immune dalla gastroenterite per tutta la vita.

 
 
   
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