Piccola Tigre
Il gatto ha mantenuto nei secoli una grande indipendenza dall'uomo, grazie alla sua abilità di predatore, ereditata dall'antenato selvatico.
E' proprio nell'attesa dell'agguato, nello scatto fulmineo e nell'agile balzo per catturare la preda che si può ammirare la "specializzazione" di questo piccolo predatore, parente stretto dei grandi felini.

La struttura anatomica del gatto è slanciata ed elegante, con le zampe anteriori molto mobili, grazie soprattutto alla riduzione delle dimensioni della clavicola, sostituita da potenti fasce muscolari.
La spina dorsale è formata da vertebre con giunture flessibili, che aumentano la fluidità del movimento e la potenza nel salto e nello scatto.
Le zampe posteriori sono specializzate nel fornire spinta nel salto, più che nella corsa. Gli organi di senso del gatto sono molto sviluppati e hanno caratteristiche davvero speciali, simili per certi aspetti a quelle dei grandi felini.
La postura della testa e la posizione degli occhi sono simili a quelle dei rapaci, con i grandi occhi situati frontalmente, in modo da garantire una buona visione con entrambi gli occhi e permettere di calcolare con precisione le distanze.
Il gatto, come la tigre e il leone, è più specializzato nella visione crepuscolare e notturna, grazie alla massima densità dei bastoncelli, i recettori visivi dell'occhio più sensibili alla luce. Tutto questo ha però uno svantaggio: i gatti hanno una minore abilità nel visualizzare i dettagli e nel distinguere i colori.
L'udito è sviluppato: basta osservare la capacità che ha il gatto di orientare i padiglioni auricolari. Alle basse frequenze la sensibilità del gatto è simile a quella dell'uomo, ma è maggiore alle medie e alte frequenze. Per localizzare con precisione l'origine del suono, i gatti restano immobili e puntano i padiglioni verso la sorgente sonora. L'orecchio interno, sede del sistema che regola l'equilibrio, è responsabile dell'abilità che accomuna il gatto ad altri felini specializzati nella vita sugli alberi. Questi animali possono arrampicarsi senza problemi su superfici quasi verticali.
L'olfatto è assolutamente importante per la vita sociale di un gatto.
I gatti che perdono la capacità olfattiva spesso hanno problemi di appetito, di pulizia personale, i maschi non sono più in grado di corteggiare le femmine.
I gatti, come tutti gli altri felini, utilizzano infatti l'odore del corpo per riconoscersi individualmente e a livello di gruppo familiare.
Le femmine riconoscono i figli e gli adulti e segnalano la propria presenza sul territorio marcando con l'odore delle ghiandole sudoripare e sebacee.
Le femmine segnalano ai maschi la disponibilità all'accoppiamento attraverso l'odore e i maschi marcano la presenza sul territorio.
I felini hanno un marcato senso del dominio territoriale e non tollerano intrusioni di nessun tipo da parte di possibili rivali.
I maschi marcano il territorio con le urine e con le ghiandole del muso o delle zampe i confini del territorio.
In casa il gatto delimita il territorio anche strofinando la testa contro oggetti e persone per imprimere il proprio odore, oppure, con lo stesso obiettivo, graffia mobili e divani.

;I gatti amano dormire, alcuni addirittura riposano per 16 ore al giorno. Sebbene non si conosca la ragione di un riposo così abbondante, è certo che: al contrario degli esseri umani e di altri animali, il gatto e i felini in genere, dormono durante le ore del giorno e sono attivi di notte; i suoi parenti selvatici approfittano della notte per andare a caccia, dal momento che sono meno visibili dalle loro prede. Nella savana è molto faticoso andare a caccia nelle ore diurne, a causa del caldo molto intenso; non resta dunque che dormire per far riposare l'organismo, nell'attesa del refrigerio della sera.
Il gatto non è un animale gregario; ha un forte spirito di indipendenza e vive una forte competizione con i suoi simili.
Il suo comportamento, però, è molto flessibile e si adatta a diverse situazioni.
Se cibo e spazio sono abbondanti, i gatti tollerano la presenza dei loro simili.
Alcune volte si radunano persino in colonie, formate prevalentemente da femmine e cuccioli e, come nel caso dei leoni, le madri si aiutano nella cura dei piccoli e dividono tra loro il cibo che hanno a disposizione.
Anche il leone, la tigre, il leopardo, il ghepardo e forse persino le iene fanno le fusa, anche se in modo meno vocalizzato rispetto al gatto.
La cosa comune tra tutti questi animali è che le fusa vengono fatte durante momenti di tenerezza e contentezza, in risposta a gesti o altri scambi di affetto.
Il meccanismo con cui vengono fatte non è ancora ben conosciuto, ma sembra che sia un comportamento che deriva dal periodo dell'allattamento.
In questa fase della vita le fusa e il classico "fare la pasta" con le zampe anteriori stimolerebbero la produzione di latte da parte della madre.
Articolo tratto dalla rivista "Amici di casa"