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Ultimo aggiornamento
31 Agosto 2008

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L'insufficienza renale

   Verso i dieci anni di vita gli organi del nostro micio iniziano a non funzionare bene come prima. Ecco perché, proprio a partire da questa età, il nostro piccolo amico va tenuto sotto controllo e portato regolarmente dal veterinario: riuscire a scoprire per tempo gli acciacchi dell'età è davvero importante!
Tra i disturbi che possono colpire il gatto anziano, uno dei più frequenti è l'insufficienza renale cronica, cioè l'incapacità del rene di svolgere le proprie funzioni come aveva fatto fino a quel momento. In realtà, non è una vera e propria malattia ma un lento e progressivo peggioramento del rene che perde la capacità di "filtrare" e depurare il sangue. La conseguenza è un accumulo di scorie che possono intossicare l'organismo del micio anche in modo serio.
Purtroppo è un disturbo un po' subdolo perché inizialmente il rene riesce a compensare il suo cattivo funzionamento, quindi a nascondere il problema. Infatti, l'attività che la parte di rene danneggiata non è più in grado di compiere viene svolta dalla parte ancora sana che, quindi, lavora più del normale. Ecco perché, quando iniziano a manifestarsi i primi sintomi dell'insufficienza renale cronica, di solito il rene ha già perso circa due terzi della usa capacità filtrante. Quindi, non aspettiamo di accorgerci che il nostro micio non sta bene ma facciamogli fare periodicamente gli esami del sangue e dell'urina quando ancora ci sembra in piena salute! Così, potremo sapere in anticipo se i reni cominciano a non funzionare più come prima e avremo il tempo di cercare rimedi.
Di solito, più il gatto ha avuto un'alimentazione curata e ben bilanciata da giovane e più tardi comparirà l'insufficienza renale, ma niente paura! Anche quando il disturbo ormai c'è, possiamo fare molto per combatterlo! Con i medicinali adeguati e una dieta studiata su misura dal veterinario, è possibile migliorare di molto la situazione del nostro micio. E' importante riconoscere prima possibile alcuni cambiamenti nel comportamento del gatto che sono importanti campanelli d'allarme: se notiamo che ha poco appetito, dimagrisce progressivamente, ha sempre più sete e bisogno di fare pipì, vomita, ci sembra debole e più pigro del solito, è il caso di portarlo subito dal veterinario! Altri sintomi del problema, anche se si notano meno, sono disidratazione (che si riconosce dalla perdita di elasticità della pelle), pelo opaco, alito cattivo, infiammazione delle gengive ed, eventualmente, ulcere nella bocca. L'avanzare dell'insufficienza renale può essere solo rallentata ma, se curati nel modo giusto e tenuti sotto controllo costante, i gatti possono resistere anche per diversi anni in buone condizioni.
Se vogliamo dare una mano al nostro micio dobbiamo evitare che la parte di rene che ancora funziona bene lavori e si stanchi troppo. Come? Modificando la sua dieta fin da quando si manifestano i primi sintomi. Dovremo offrirgli alimenti poveri di proteine animali e ricchi, invece, di acidi grassi (pesce e oli vegetali). Aiutiamolo a rimanere ben idratato in due modi: da un lato, lasciando sempre a sua disposizione abbondante acqua fresca e, dall'altro, portandolo dal veterinario che, con qualche ciclo di flebo, lo aiuterà anche a disintossicare il suo sangue. A intervalli regolari, inoltre dobbiamo verificare se il gatto risponde alle cure, confrontando i risultati degli esami del sangue e delle urine prima del trattamento con quelli ottenuti dopo. La frequenza di questi controlli varia secondo la gravità del problema renale.
Nonostante gli acciacchi, rispetto ai gatti che vivono in mezzo alla strada il micio di casa invecchia piuttosto bene. Di solito, quando mostra i segni dell'insufficienza renale è già un "nonnino" che ci ha fatto molta compagnia e merita che facciamo davvero di tutto per garantirgli una vecchiaia serena e tranquilla. Per questo, gli faremo un gran favore evitandogli stress come lunghi viaggi o incontri con bimbi troppo piccoli e vivaci. Anche adottare un nuovo animale potrebbe non essere una buona idea! Non essendo più tanto agile e facendo più fatica a eseguire tutte quelle contorsioni che gli permettevano di pulirsi il pelo su tutto il corpo, sarà anche bene passarlo più spesso con una spazzola morbida e delicata. Infine, offriamogli cibo di piccole dimensioni e non troppo duro, per non impegnare troppo la sua dentatura. Lui apprezzerà molto tutte queste premure e saprà ripagarci con veri e propri concerti di fusa!

Articolo tratto dalla rivista "Gatto Magazine" N.18 di Marzo/Aprile

 
 
   
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