Il linguaggio dei gatti
Fusa, miagolii, soffi, grida, gemiti: il vocabolario dei gatti è ampio ed estremamente variegato. Ogni suono, infatti, ha un particolare significato e in quanto tale va tradotto, interpretato e riconosciuto.
I mormorii. Generalmente sono rappresentati dalle fusa. Indicano uno stato d'animo affettuoso e rilassato che esprime un senso di felicità, contentezza e buona predisposizione verso l'altro. Ma non solo, costituiscono anche un richiamo di riconoscimento e protezione che ancestralmente deriva dall'atteggiamento rivolto dalla mamma ai propri piccoli durante il periodo dell'allattamento.

I vocalizzi. Sono rappresentati dai miagolii. Servono al gatto per sollecitare l'attenzione altrui o esprimere disagio e insoddisfazione (freddo, fame, voglia di coccole…). Non dimentichiamoci che i gatti hanno bisogno di cure continue e molta considerazione. Quando miagolano lo fanno per manifestare un bisogno, qualunque esso sia. Naturalmente, sta a noi capire quale. Ricordatevi che i gatti amano essere soddisfatti nelle loro esigenze, siano esse primarie (cibo, sonno…) o secondarie (bisogno di attenzione, relax…).
Le vibrazioni. Le vibrazioni cosiddette "forzate" sono costituite da vocalizzi che si estrinsecano in soffi e ringhi, fino ad arrivare a vere e proprie grida. Si, anche loro si arrabbiano: con il manifestare questo comportamento i gatti scandiscono alcune azioni negative tipiche, quali attacco, difesa e sentimenti di malessere come la paura e la minaccia di pericolo. Il vocalizzo di un gatto in amore non è, come tutti pensano, un segnale rivolto verso il compagno o la compagna, ma un grido di allarme e di difesa personale volto a scacciare i concorrenti considerati "intrusi".
I nostri amici a quattro zampe non usano solo la voce per comunicare e comunicarci le loro emozioni. Ci sono gesti e pose che caratterizzano altrettanto bene la loro necessità di esternare bisogni, volontà e stati d'animo. Infatti, si può proprio affermare che i gatti parlino attraverso tutte le loro membra.
Posizioni. La posizione delle orecchie rivolte all'indietro sta a comunicare rabbia, mentre il pelo alto e i baffi tesi sono una segnalazione di pericolo. La coda sollevata invece è un segno di saluto verso persone e gatti amici.
Gesti. Un gesto caratteristico del gatto è lo strofinamento. Generalmente è ritenuto un modo per segnare il territorio, ma se praticato sulle gambe del padrone o di qualsiasi persona amica, rappresenta un modo per manifestare affetto e, nello stesso tempo, riconoscere il gradimento da parte dell'altro a questo tipo di confidenza. Sappiate che, se l'attenzione richiesta gli verrà cortesemente restituita, ve ne sarà per sempre grato.
Anche gli occhi parlano. Quando il gatto è affamato dilata le pupille, quando ha paura tende a restringerle, se è in allarme alza le palpebre, se è rilassato le socchiude.
Articolo tratto dalla rivista "Trésor-Sheba"