L'influenza
I sintomi insorgono all'improvviso: una serie di starnuti, occhi lucidi, naso che gocciola. Sembra che il gatto abbia solo un banale raffreddore. Poi gli viene la tosse, fa fatica a respirare, perde l'appetito e il termometro segna qualche linea di febbre. Non c'è dubbio: ha preso l'influenza. Sono due i virus che, a seconda dei casi, fanno ammalare l'animale. Entrambi sono molto contagiosi. Basta che il gatto giochi o si azzuffi con mici malati e facilmente contrae l'influenza. A volte addirittura è sufficiente che avvicini un esemplare convalescente, ma ancora contagioso, per ammalarsi. I più a rischio sono i cuccioli, specie se hanno solo due o tre mesi. A questa età sono particolarmente vulnerabili alle infezioni, perché mamma gatta ha smesso di allattarli e non può più proteggerli trasmettendo i suoi anticorpi.
Cosa bisogna fare se c'è il sospetto che il micio abbia preso l'influenza?
L'animale va tenuto in casa, in un angolo tranquillo, al riparo da spifferi e correnti d'aria. E in penombra, perché la luce potrebbe infastidirlo. Se fa molto freddo, si può mettere nella cuccia una copertina di lana o un vecchio o un vecchio maglione. Ma è importante soprattutto rivolgersi al veterinario. Il veterinario per debellare l'influenza , inietterà al micio uno speciale siero, poi gli si praticano iniezioni di antibiotici, per prevenire le infezioni batteriche che possono sovrapporsi a quella virale, soprattutto se l'animale è molto debilitato.
Per evitare complicazioni è importante tenere il gatto in forze. Cercando , anche se non ha fame, di alimentarlo regolarmente. Gli si devono proporre pappe con i suoi sapori preferiti. O cibi in scatola dal profumo stuzzicante e molto ricchi di proteine. E se proprio non vuole mangiare, bisogna ricorrere alle flebo, per nutrirlo e reidratarlo. Per ripristinare la flora batterica intestinale danneggiata dagli antibiotici, il micio ha bisogno di fermenti lattici. Si possono acquistare quelli in fiala, da versare nella pappa, o si aggiunge al suo menu un po' di yogurt. Ci sono poi attenzioni che gli danno sollievo. Per esempio, se l'aria dell'ambiente è molto secca, per farlo respirare meglio, si può accendere un umidificatore. Se ha il naso chiuso, gli si possono decongestionare le mucose applicando pomate al mentolo sulle narici. Mentre per sciogliere il catarro occorre l'aerosol. Ma per fare le inalazioni al gatto bisogna giocare d'astuzia. Dopo averlo coccolato per tranqullizzarlo, bisogna chiuderlo nel trasportino. Questo va poi messo in un sacchetto di plastica. Attraverso un'apertura si fa penetrare nell'involucro l'erogatore dell'aerosol, così il gatto respira i vapori balsamici.
Ma l'influenza, una malattia grave per il gatto, può essere evitata. Per prevenirla, c'è il vaccino. Prima però si controlla se l'animale ha i vermi ed eventualmente si disinfesta. Questi parassiti rallentano le reazioni del sistema immunitario. E, se il micio ha già almeno due mesi di vita, gli si pratica un'iniezione di vaccino trivalente. Serve sia a proteggerlo dai due virus che causano malattie respiratorie, Herpesvirus e Calcivirus, sia dalla gastroenterite emorragica. Per avere la certezza che non si ammalerà, dopo tre settimane bisogna vaccinarlo di nuovo, per il richiamo. In seguito il micio, per essere sempre immune, dovrà ripetere queste iniezioni una volta all'anno.