Generalita sulle razze
Ancora numerose sono le specie selvatiche di gatto, la più importante delle quali per la fauna italiana è il gatto selvatico europeo (Felis silvestris), più grande di un gatto comune con folta pelliccia bruno-fulva a strisce nere e coda anellata; è distinto dall'affine Felis lybica o gatto fulvo, considerato il progenitore del gatto domestico; il gatto sardo (Felis lybica sarda) è una sua forma particolare.
Le specie asiatiche sono il gatto del deserto della Cina (Felis bieti), il gatto della giungla (Felis chaus) diffuso dall'Egitto all'Indocina, il gatto delle sabbie (Felis margarita), il gatto delle steppe o di Pallas (Felis manul), il gatto marmorizzato (Felis marmorata), Felis badia del Borneo, il gatto dorato (Felis temmincki) dell'Asia sud-orient., Felis bengalensis, Felis rubiginosa, il gatto pescatore (Felis viverrina) e Felis planiceps.
Le specie africane sono il serval (Felis serval), Felis brachyura, Felis nigripes e Felis aurata.
Le Americhe ne annoverano 9 specie, il puma (Felis concolor), lo yaguarondi (Felis yaguaroundi), l'ocelot (Felis pardalis), Felis colocolo, Felis geoffroyi, Felis guigna, Felis tigrina, Felis wiedii e Felis jacobita.
Il gatto domestico deriva quasi certamente dal gatto fulvo ed è uno degli animali di più recente domesticazione; dall'Egitto, attraverso i Paesi del Vicino Oriente, venne introdotto in Europa e quindi in tutto il mondo. Ne esistono numerosissime razze tra cui: il gatto europeo tigrato o soriano, dal pelo grigio giallastro con macchie simili a quelle del gatto selvatico, generalmente disposte secondo bande regolari; il gatto europeo marmorizzato, di notevoli dimensioni, dal colore ardesia, o argenteo, o fulvo con bande scure lungo la colonna vertebrale e con coda e zampe ad anelli regolari; il gatto spagnolo, fulvo con macchie bianco-nere e rossastre; il gatto d'Islanda, dal mantello di colore grigio azzurrastro; il gatto del Capo di Buona Speranza, rossastro e grigio; il gatto birmano, dal mantello a pelo lungo e setoso di color crema con macchie brune sul muso, sulla coda e sulle zampe; il gatto persiano, dal pelo lungo e serico con una vasta gamma di colorazioni per cui si distinguono molte varietà fra cui il gatto d'angora che può essere bianco, nero o grigiastro; il gatto cinese con pelliccia lunga e serica; il gatto di Man, tipico dell'isola omonima e della Cornovaglia, quasi privo di coda, dal mantello a pelo corto di vario colore, con arti posteriori sensibilmente più lunghi di quelli anteriori; il gatto abissino dal pelo liscio e corto e dalla colorazione complessivamente dorata: il gatto siamese dal corpo lungo e snello, con coda corta o a gancio, occhi inclinati verso il centro del muso e dal colore blu intenso, pelo corto e fine, di colore crema tranne che sui piedi, muso e coda che sono bruni.
La pelliccia del gatto, usata dal popolo dal tempo di Carlo Magno al Medioevo, ha ancora oggi un suo mercato, specie nel caso di razze particolari (angora, siamesi), perché si presta a imitare molto bene pellicce più pregiate.
Bibliografia: Enciclopedia Multimediale De Agostini GEDEA - 1995