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Ultimo aggiornamento 31 Agosto 2008
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Le poesie di Leopoldo
LACERO
Pian piano con le tue zampette felpate,
senza alcun rumore o ch'io ti vedessi,
sei venuto da me, peregrino, a chiedere soccorso.
Lacero, smagrito, pieno di paura, hai avuto pietà di me,
mentr'io ti cercavo, con grande ansia, smarrito.
Eri ricoperto di un mantello "logoro di panico",
e una evidente, cospicua, dose di dolore.
Ti ho levato il peso dell'emarginazione
e della solitudine che ti costringeva a celarti,
ho scrollato il fango, della tristezza, che ti ricopriva
scagliandolo sui mortali che ti hanno fatto del male
e sei rimasto vicino a me per consolarmi.
Povero reietto sei approdato da me,
fuggitivo dalle nefandezze dei malvagi schiavizzati,
si sono venduti a basso prezzo alla falsa presunzione
di appartenenza alla specie superiore,
in realtà, illusi, non sono altro che rifiuti.
Leopold Persidi Roma. 16-03-2007
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Poesia 1 di 24 |
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