I gatti sono tutelati dalla legge?
E' una domanda legittima: ultimamente molto è stato fatto per i cani, con leggi sui quattro zampe di quartiere e sulla loro difesa. E i gatti? Esistono normative apposta per loro in Italia? In effetti qualcosa c'è: la legge quadro numero 281 del 1991. Promulgata con lo scopo di tutelare gli animali di affezione, di proteggere gli animali randagi e di prevenire il randagismo, presenta alcuni passaggi che riguardano specificatamente le colonie di gatti che vivono nei cortili delle nostre città.
Ecco i punti più importanti:
- E' vietato e punito con ammende fino a 10 milioni (di lire) l'abbandono degli animali.
- I cani devono essere tatuati e iscritti all'anagrafe canina. Meno cani randagi significa anche maggior sicurezza per i gatti.
- E' vietato catturare o infierire sui gatti che vivono in libertà. Le colonie feline che si trovano in condomini e giardini anche privati, devono essere rispettate, tutelate e non possono essere deportate.
- I cani di proprietà tenuti all'aperto devono avere un adeguato riparo a protezione dalle intemperie e non devono essere legati alla catena se inferiore ai 5 metri di lunghezza. Tenere sotto controllo i cani può essere d'aiuto per evitare 'zuffe' con i mici.
- I servizi veterinari delle Ausl hanno il dovere del controllo demografico dei gatti liberi e di provvedere alla loro sterilizzazione gratuita nonché alla immediata reimmissione nell'ambiente d'origine dopo l'operazione e la degenza. La cattura e la degenza post-operatoria (48 ore circa) non spetta alle Ausl bensì alla buona volontà dei cittadini e delle associazioni per i diritti degli animali.
- E' vietato detenere o spostare gatti nati in libertà.
- Gli animali d'affezione (cani e gatti), randagi o di proprietà, catturati e custoditi presso canili comunali o rifugi privati, non possono essere né soppressi, né tantomeno ceduti per esperimenti di vivisezione.
Pur avendo già 11 anni, la legge 281 stenta ancora oggi ad essere davvero applicata, perché si tratta di una legge quadro che delega alle Regioni la possibilità di attuazione tramite una legge regionale. Ad oggi, ancora un buon numero di Regioni non hanno legiferato sull'argomento, e quindi i Comuni giustificano la loro inoperosità in materia di randagismo con la mancanza di una legislazione in merito, e le Ausl motivano la loro inattività lamentando la mancanza di strutture (canili e rifugi).
Insomma, la materia giuridica per una tutela efficace dei gatti italiani c'è. Bisogna tirarsi su le maniche e superare la burocrazia con un pizzico di buona volontà.