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Ultimo aggiornamento
31 Agosto 2008

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Pene più severe per
chi maltratta gli animali

   La Lav ha presentato, alla Camera dei Deputati, una proposta di modifica della legge sulla protezione degli animali per rendere più severo il trattamento sanzionatorio per chi maltratta gli animali

   Adesso è ora di dire basta. Non più oggetti ma esseri senzienti. Non più pene pecuniare irrisorie ma sanzioni severe e il carcere. I maltrattamenti sugli animali devono finire. Finora con le buone i risultati sono stati scarsi. Secondo la Lav, allora, è il momento di ricorrere alle maniere forti: l'associazione animalista ha presentato, alla Camera dei Deputati, una proposta di modifica della legge sulla protezione degli animali, e un dossier in cui sono indicati solo alcuni dei più efferati casi di animali maltrattati.

   L'arresto da un mese a due anni a seconda della gravità e un'ammenda pecuniaria da 500 a 6000 euro, e procedimenti penali adeguati alle normative europee, questo è quello che richiede la Lav. Nei soli primi cinque mesi del 2002 si sono registrati 1000 casi di animali maltrattati, per una media di 200 animali al mese. Si va dai cani e gatti ustionati con acqua bollente fino a cuccioli sotterrati vivi o uccisi a badilate.

   "Agli animali devono almeno essere assicurate le cosiddette cinque libertà fondamentali: dalla fame e dalla sete, dal disagio, dal dolore, dalla paura e dall'angoscia, la libera manifestazione delle caratteristiche proprie di ogni specie", chiede Gianluca Felicetti, responsabile istituzionale LAV.

   "Il grande passo in avanti della nuova legge - continua Felicetti - è il riconoscimento dell'animale come essere senziente e non come oggetto: mentre prima veniva punito il reato contro il comune senso di morale e pietà, oggi viene punito il reato contro l'essere vivente". A sostegno della nuova Norma per la protezione degli animali la LAV ha così lanciato un appello per ottenere l'adesione di personalità del mondo della politica, della cultura, dello spettacolo, e una petizione indirizzata al Governo e al Parlamento, che presto potrà essere firmata da tutti i cittadini.

 
 
   
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