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Ultimo aggiornamento
31 Agosto 2008

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Vietate le pellicce di cane e gatto

   Con un'ordinanza firmata dal ministro della Salute, Girolamo Sirchia, sono finalmente state messe al bando pelli e pellicce dei nostri migliori amici. Ciò significa che d'ora in poi non sarà più possibile utilizzare, commercializzare e importare in Italia capi d'abbigliamento e articoli di pelletteria che siano stati realizzati, completamente o in parte, con pelli e pellicce di cane e di gatto.
   L'ordinanza sarà operativa su tutto il territorio nazionale a partire dal giorno successivo alla pubblicazione del testo integrale sulla Gazzetta Ufficiale.
   Per garantire l'osservanza del provvedimento in tutto il Paese, sarà attivo un servizio di vigilanza composto da vigili urbani e i Nas dei carabinieri.


   L'aspetto più preoccupante di tutta la vicenda è sempre stato il vuoto legislativo in Italia e in Europa, mentre negli Usa già da tempo esiste una legge che proibisce l'importazione di pelo di cane e di gatto. Un deficit legislativo che ha permesso a pellicciai e stilisti di acquistare a poco prezzo (9 dollari a cane e 2 dollari a gatto) il pelo proveniente dall'Asia. La materia prima per i pellettieri italiani non sembra arrivare soltanto dall'estremo oriente, ma anche dai paesi dell'est come la Romania, paese storicamente di "transito" per questo genere di prodotti e da qualche mese sospetto produttore. La strage di cani randagi perpetrata dalla municipalità di Bucarest e appena estesa a tutta la Romania potrebbe nascondere, tra le sue ragioni profonde, proprio un commercio legato alle pelli dei cani, barbaramente uccisi con punture di solfato di magnesio direttamente nel cuore e soffocati con i lacci degli accalappiacani.

   E' raccapricciante pensare alle condizioni in cui vengono allevati questi animali e ancora di più immaginare l'atroce sofferenza con cui vengono uccisi, molto spesso infatti vengono scuoiati vivi. Questo provvedimento è solo il primo passo verso un maggior rispetto nei confronti degli animali e la coscienza sociale, deve prendere atto che molto spesso siamo stati anche noi complici di questo massacro acquistando capi con pelo sospetto.

   Ecco le sanzioni per chi produce, importa, vende e anche per chi acquista pelli, carni e derivati di cani e gatti:
  • Pene pecuniarie. Le multe previste per chi viola l'ordinanza vanno dai 1.549,37 (3 milioni di lire) ai 9.296,22 euro (quasi 18 milioni di lire).
  • Sospensione dell'attività. E' prevista la sospensione dell'attività commerciale per un periodo da cinque a sette giorni lavorativi.
  • Sequestri. Tutto il materiale fuorilegge sequestrato deve essere immagazzinato e distrutto; il tutto a spese dei trasgressori.
   Mi auguro che questo provvedimento venga davvero rispettato e che i nostri amici animali non siano più oggetto di tali atrocità solo per soddisfare la nostra vanità e favorire così, un traffico commerciale illecito e raccapricciante.

 
 
   
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