Una colonia felina in pericolo!
Gatti e uomini nella estenuante battaglia per la difesa dei loro diritti
In una zona periferica di ROMA Est, CASAL CALETTO (LA RUSTICA), è nata quattordici anni fa una colonia felina, costituita, inizialmente, solo da pochi gatti "itineranti"e poi da un sempre maggior numero di soggetti "stanziali", fino a raggiungere oggi più di cinquanta gatti, che vi hanno trovato il loro habitat definitivo. Tale colonia si trova in un area condominiale di via Jacopo Della Quercia, confinante con la campagna: I gatti fanno quindi la "spola"tra il giardino realizzato per loro da colui che li accudisce (che vive nello stesso complesso di case popolari) e la Valle dell'Aniene.
Il "responsabile" della colonia è il sig. Leopoldo De Persio, che ha realizzato per questi animali un vero e proprio rifugio immerso nella natura: essi dispongono di 400m quadri di giardino di cui una parte con piante di fiori e alberi, circondato da una siepe sotto la quale sono disposte delle cuccette resistenti alle intemperie ed al calore, ciascuna fornita della propria ciotola d'acqua sempre piena. Uno spazio sempre ordinato, pulito più volte al giorno, anche per non infastidire i condomini, dato che è adiacente un passaggio (improprio)di cui gli stessi usufruiscono. Leopoldo (aiutato anche dalla moglie) quotidianamente si preoccupa di nutrire con cibi sani in abbondanti porzioni ogni micio, di eliminare le varie tracce che potrebbero lasciare e di cambiare i panni per le loro cucce costruite da lui stesso.

In sostanza, egli dedica gran parte della la giornata ( spesso anche di notte) ai suoi protetti, più delle volte a scapito della famiglia o di altri interessi, spinto dal suo immenso amore per gli animali. Oltre al suo tempo, egli mette a disposizione della colonia tutto quello che può, da un punto di vista economico, per soddisfare le esigenze, non solamente alimentari o logistiche ma, soprattutto, mediche, che comportano l'acquisto di medicinali spesso molto costosi: ciò gli causa notevoli difficoltà per il budget familiare poiché vive di una misera pensione d'invalidità. Tutto è iniziato nell'estate del 1990 quando una signora gli portò una gattina, Cenerina, che non poteva tenere, a cui fece seguito subito dopo Cicciolina. Ad esse si aggiunsero Lillo, Bricco, Mascherina, Sciscia-gallina, Pasciocca, Fochetta e cosi, negli anni, molti altri per cui, iniziata solo come fornitura e riparo, la situazione si è evoluta al punto tale che Leopoldo è diventato l'effettivo custode della colonia per cui oggi svolge opera di volontariato e la sua presenza costituisce una garanzia per il controllo sanitario e demografico degli animali randagi. In circa quattordici anni centinaia di animali sono stati accolti, nutriti e assistiti sino all'ultimo respiro; neonati e vecchi, denutriti, malati e feriti; alcuni sono morti nonostante le cure, altri tuttora fanno parte della colonia. E tutti devono combattere insieme a Leopoldo contro cani randagi e padronali, ragazzi malvagi che con i motorini, di proposito, l'investono; contro le ritorsioni, le minacce e l'indifferenza di molti abitanti della zona che non hanno rispetto né per gli animali né per l'uomo che se ne occupa e neppure delle leggi che li tutelano.
Infatti, nonostante la strenua e ardita difesa, sia Leopoldo e i gatti sono soggetti quotidianamente ad aggressioni di ogni genere, fisiche e verbali, fino addirittura alla martorizzazione o all'uccisione per puro divertimento di alcuni gatti della colonia. Le morti ( come pure ciò che riguarda la colonia) sono riportate sulle schede fornite dalla ASL di Roma B, presso cui Leopoldo ha seguito dei corsi di formazione per "responsabili" di colonie feline. Purtroppo, contro la crudeltà e l'ignoranza dell'uomo non esistono corsi: le leggi a tutela degli animali d'affezione esistono ma non sempre ( mai ) vengono ben applicate dalle amministrazioni comunali.
I gatti che vivono in libertà sono protetti dall'arti.727 c.p. , dall'art.11 comma 2 della legge regionale del Lazio 34/97 che vieta il maltrattamento e lo spostamento dall'habitat, qualunque esso sia purché siano nutriti nel rispetto dell'igiene dei luoghi.
Nella legge nazionale 281/91 art.2, è previsto che il gatto abbia diritto al territorio, quello che sceglie e generalmente è il luogo ove trova abitualmente rifugio, cibo e protezione, sia in aree pubbliche che private; ciò quindi è assolutamente legittimo, si tratti di garage, cortili o giardini, purché il numero degli individui sia tenuto sotto controllo.
A tal proposito, è stabilito che i gatti liberi siano sterilizzati dal servizio veterinario della ASL e riammessi nel loro gruppo; ovviamente non andando certo i funzionari sino alla colonia, è Leopoldo che con notevole difficoltà vi si deve recare e non sempre viene trattato con le dovute maniere. Così, sia per la scomodità degli orari, sia per problemi di spostamento che per la scortesia, egli è costretto a pagare un servizio veterinario per avere un trattamento migliore.
Peraltro, sembrerebbe lettera morta l'art.3 della legge regionale in base al quale i servizi veterinari della ASL dovrebbero assicurare sul territorio " il ritiro e la consegna alle strutture di ricovero con pronto soccorso dei cani e dei gatti feriti segnalati dai cittadini o da associazioni di volontariato animalista…". I maltrattamenti verso gli animali e le persone che li curano dovrebbero essere perseguiti dall'amministrazione comunale. Ma sembra che, pur svolgendo nel pieno rispetto della legge un servizio indispensabile, con precisione e devozione, nonostante le difficoltà economiche che ciò comporta e malgrado le richieste di aiuto rivolte anche all'Ufficio Diritti Animali di Roma, (tutte senza risposta), la vita e l'opera di De Persio non possono continuare tranquillamente. Egli non può neppure allontanarsi per poche ore senza che al suo ritorno sia accaduto qualcosa di terribile ai gatti.
La sua preoccupazione maggiore è per un futuro quando egli, per varie ragioni, non potrà più lottare ed essere sempre presente.
Federica Cuccagna ROMA. 23-01-2004
P.S. Delle tante denunce dei condomini contro Leopoldo De Persio (Volontario, tra l'altro, degli Animalisti Italiani e vincitore del secondo premio di poesia "ANNA MARIA SALERNO"), dieci sono state archiviate. Altre sono andate avanti in cause lunghe, senza fine.